Libri illustrati

Madame Butterfly, illustrato da Benjamin Lacombe e videobook!

Oh, Butterfly! Non si dice forse che sfiorando le ali di una farfalla la si condanna a morte?

Questa sì che è una storia triste. Scritta originariamente da Giacomo Puccini, la possiamo ammirare e leggere nella versione illustrata da Benjamin Lacombe, ispirata in parte alla Madame Butterfly originale e in parte alla Madame Chrysanthème di Pierre Loti.

Pinkerton, ufficiale della marina degli Stati Uniti, sbarca sulle coste di Nagasaki con il pensiero sia degli affari sia di deliziarsi per un certo periodo, prendendo in moglie una delle tante “bamboline dalla pelle ambrata e dagli occhi di gatto”, come le definisce lui; concetto, quello del matrimonio occasionale, comune da parte degli emigranti di passaggio. Il suo sarà fin dall’inizio, un intento giocoso che non terrà affatto in considerazione le etichette e i rigidi cerimoniali giapponesi.

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Appena arrivato a Nagasaki, si recherà in una nota sala da tè chiamata: “il giardino dei fiori” e  lì incontrerà la geisha che gli ruberà il cuore, ehm, no. In realtà sarà solo molto attratto dalla bellezza e dalla delicatezza della fanciulla, perfettamente educata secondo i dettami del mondo delle geisha. L’ufficiale, disposto a tutto pur di ottenere la mano della geisha Butterfly, aspetterà pazientemente e rispetterà tutte le pratiche burocratiche per poterla sposare. Quando riuscirà in questo intento egoico, se ne pentirà poco dopo, l’educazione della fanciulla infatti, sarà troppo distante dalla sua e i comportamenti della ex-geisha risulteranno eccessivamente rigidi per un uomo occidentale. Arrivata la lettera che lo ricondurrà in patria, Pinkerton prometterà a Butterfly:

“Mia piccola Butterfly, tornerò quando ci saranno le rose, nella bella stagione, e quando il pettirosso farà il suo nido”.

In realtà tornerà solo tre anni dopo, con una moglie americana e pronto a prendersi suo figlio, nato da quell’unione che per lui era stata soltanto uno sfizio. Butterfly invece lo aspetterà pazientemente, rifiutando altri pretendenti e considerandosi a tutti gli effetti “una moglie americana”.

In questa versione, la nuova moglie dell’ufficiale: Kate Pinkerton, rammaricata per il comportamento del marito, si presenterà a casa della geisha, per porgerle le sue scuse, mentre Pinkerton rimarrà in disparte, in giardino, in attesa di non si sa bene cosa, vigliacco era e vigliacco rimarrà, con i dovuti rimorsi certo, ma non così visibili al lettore.

…All’improvviso la vidi, era in fondo all’ingresso: vestita di bianco, immacolata, identica al giorno delle nostre nozze, i capelli sciolti le ricadevano sul kimono, dolcemente. Era di una bellezza radiosa, quasi irreale. Si avvicinò lentamente a Kate e a Sharpless. Sembrava danzare e non camminare sul pavimento.

Pinkerton entrerà in quella casa ma solo perché vedrà dalla finestra la geisha nella loro camera da letto pronta a morire per mano di una sciabola. Arriverà tardi però e ciò che vedrà, sarà irreparabile.

“Potrete perdonarmi?”, chiese Kate con voce tremante.

“Sotto la grande volta del cielo non esiste donna più fortunata di voi. Ricordatelo sempre. Il bambino sarà vostro quando lui verrà a prenderlo. Ma adesso basta. C’è troppa luce per me. Suzuki, dov’è il bambino?”, riprese Butterfly, con la voce stanca e sofferente.

“Sta giocando, lo vado a chiamare?”, chiese la domestica, pronta a tutto per alleviare la sofferenza di quel cuore ferito che si dibatteva come l’ala di un uccello in trappola.

“Lascialo giocare, va’ a tenergli compagnia”, rispose Butterfly con voce piatta e afona.

[…]

Riuscii a staccare gli occhi da lei solo quando sentii rumori di passi dietro di me: mi voltai, era un bambino che giocava con una bandierina del nostro paese. Mi osservava con grandi occhi azzurri dal fondo del corridoio.

Aveva lo sguardo di sua madre.

La narrazione della tragedia è piuttosto “confidenziale”: Il lettore ha la percezione di trovarsi negli stessi ambienti abitati dai protagonisti e senza fare il minimo sforzo per giunta. Una vena poetica e immaginifica deliziano la mente e gli occhi di chi legge.

Divisa in tre atti, la storia si svolge su pagine grandi, spesse, illustrate magistralmente da Lacombe. La tecnica usata è l’olio e la scelta delle illustrazioni, varia soprattutto in base al gusto dell’illustratore.

Un libro che si apre a fisarmonica per la lunghezza di dieci metri , un oggetto più che un libro, da possedere come si possiede un quadro. IMG_20170611_204640_607

Stupendo. 

Stupendo davvero.

Romina

Link al libro: Madame Butterfly

Editore:  Rizzoli

Illustratore: Benjamin Lacombe

Traduzione: Francesca Fabbri

Progetto e realizzazione: Benjamin Lacombe

Anno di uscita: 2014

Prezzo: 30 euro (su amazon 25.50)

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