Elegia in rosso

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Gli sfoghi sentimentali sono uno dei piaceri agro-dolci della vita. Quante volte vi sarà capitato di sfogarvi con l’amica o l’amico di turno sputando parole a rotazione in un flusso ininterrotto di frasi mozzate e sbuffi, con tanto di alzata di mani? Che lo si voglia ammettere o no, tutti abbiamo bisogno di buttare fuori quello che abbiamo dentro, perché non puoi riempire una vasca all’infinito, prima o poi le cose cominceranno a cadere fuori e non riuscirai a raccoglierle tutte, avrai bisogno dell’aiuto degli altri. L’elegia è sia uno sfogo sentimentale che una confessione autobiografica in cui è possibile inserire tutti quei sentimenti rimasti al buio dentro di te, condividendoli. In questi giorni ho letto una Graphic Novel che questo discorso, lo porta avanti per ben 234 pagine.

Non gli avrei dato due lire, in realtà poi l’ho comprata, sono andata oltre il fatto che i disegni a occhio mi parevano troppo duri e scarni per i miei gusti. Parliamo di un testo giapponese degli anni settanta, una lettrice si aspetta che sia bello ma non attuale e invece no. Invece ti frega la sua attualità e ti dà un bel ceffone sulla faccia la sua confessione sentimentale. Qui non si tratta di manga nel senso tipico del termine, qui parliamo di Seinen, ovvero, manga pensati per un pubblico adulto.

I disegni sono semplici, alle volte quasi incomprensibili vista la loro forte natura concettuale. L’autore è prepotente nello stile, te lo impone e ti sbandiera davanti la vita di due innamorati che in mezzo a un Giappone in piena crisi culturale e politica, si danno alla fuga dentro se stessi, ponendo loro e la loro relazione al centro di un momento storico importante. Gli elementi per l’elegia come ve l’ho descritta sopra, ci sono davvero tutti… i famosi sfoghi conditi da picchi emotivi; le parole che rotolano fuori dai denti; i gesti che parlano da soli; la rabbia per quei famosi “avrei potuto e non ho fatto” e infine la contraddizione del “lo amo e se l’ho tradito non significava nulla”.

La pesantezza di un cambiamento culturale racchiuso nel microcosmo di una relazione di coppia composta da due individui insoddisfatti e con poca propensione alla comunicazione verbale, quante problematiche potrà mai generare?

Questo romanzo va letto più con la testa che con gli occhi. Il significato di queste pagine, dalla carta davvero spessa, è da intendere nella visione globale della storia. Un po’ come un’ipotetica relazione finita, dove si ripercorrono nella mente tutte le tappe che l’hanno edificata e poi smembrata in lotti, fino a perdere il suo valore di unità e acquistare il valore di un sentimento frammentario, lontano dall’unità primaria.

I disegni sono in bianco e nero, netti i contorni, numerose le onomatopee giapponesi scritte in lingua originale con traduzione. Uno stile che non lascia indifferenti. Atmosfere cupe e focus sui dettagli ricchi di sensazioni forti, attimi fermati come in una fotografia dove nessuno ride però. 

La copertina è stupenda: opaca con varie tonalità sul rosso e un’atmosfera grave. Mi è piaciuto il titolo originale giapponese usato come scritta trasparente e lucida sullo sfondo, e, il titolo dell’edizione italiana scritto, invece, ben in chiaro. D’altronde, ho letto che il progetto è un’idea di Igort (e Carlo Barbieri), un artista che io amo molto, non poteva che fare un capolavoro grafico di impatto.

Considerazioni finali: l’autore dell’opera ha una capacità pazzesca di rendere il fastidio e l’angoscia esistenziale.

Utile l’idea di scrivere alla fine del libro come va letto un manga rispetto a un fumetto.

Su Instagram trovate il video di un minuto dove sfoglio il romanzo.

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Dalla quarta di copertina

Ichiro lavora nel cinema d’animazione, ma è insoddisfatto. Sachiko, la sua ragazza, è coinvolta nei movimenti di protesta e soffre le discriminazioni di una società maschilista. Il loro sogno è un sereno rapporto di coppia: ma la loro realtà quotidiana è fatta di noia, senso di oppressione e incapacità di comunicare.

Apparso a puntate sulla rivista giapponese “Garo” tra il 1970 e il 1971, al termine di un decennio segnato da profonde trasformazioni politiche e culturali, Elegia in rosso racconta il disagio di due rivoluzionari mancati.

Un romanzo disegnato ispirato alle controculture e alla nouvelle vague francese, una storia ancora oggi attualissima, una pietra miliare che ha aperto la via a nuovi modi di intendere il fumetto.

Seiichi Hayashi inizia la sua carriera nel campo dell’animazione nel 1962. Ha guidato poi l’avanguardia artistica del fumetto giapponese con i suoi racconti intrisi di lirismo e sperimentazione. Le sue illustrazioni hanno ispirato generazioni di artisti e maestri del calibro di Hayao Miyazaki. Le sue animazioni sono state proiettate al Museum of Modern Art di New York. I suoi lavori sono stati pubblicati in Francia, Inghilterra e Stati Uniti.

 

Romina

 


Link al libro:  Elegia in rosso

Autore: Seiichi Hayashi

Titolo: Elegia in rosso

Titolo originale: Sekishoku Ereji

Traduttore: Vincenzo Filosa

Editore: Coconico Press

Collana: Coconiko Gekiga, diretta da Igort

Prezzo: 18,50 euro (su Amazon 15,73)

5 thoughts on “Elegia in rosso

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