Anne Frank, la Graphic Novel del suo diario.

“La ricchezza, la bellezza, tutto si può perdere, ma la gioia che hai nel cuore può essere soltanto offuscata: per tutta la vita tornerà a renderti felice. Prova, una volta che ti senti solo e infelice o di cattivo umore, a guardare fuori quando il tempo è così bello. Non le case o i tetti, ma il cielo. Finché potrai guardare il cielo senza timori, saprai di essere puro dentro e che tornerai a essere felice”.
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Anne Frank – diario

 

Qualche giorno fa, mentre gironzolavo in libreria, ho trovato un piccolo tesoro e la mente è subito tornata ai miei tredici anni e a quella volta che decisi di leggere “Il diario di Anna Frank”. La prima narrazione in forma epistolare della mia vita, la prima volta che mettevo fuori il naso dai confini protetti delle mie esperienze, il primo, di una lunga serie di romanzi di genere, che lessi. Una serie di prime volte insomma, ma se avete letto quel diario in tenera età, sapete bene di che parlo.

Anne e Margot guardano la luna fuori dalla finestra, siamo all’inizio delle restrizioni per gli ebrei:
“Quindi ora non possiamo andare né al parco né stare in giro quando è buio…”
“E neppure mettere piede in casa di amici cristiani”.
“Menomale che la luna non ha religione”.

Leggere le parole di una ragazzina di tredici anni quando c’è un’altra ragazzina di tredici anni che le divora con avidità, è quanto di più generoso l’universo letterario possa concederti. Un insegnamento che vi rimarrà tutta la vita e la consapevolezza che voi non c’eravate in quella casa ma lei sì, e per questo, siete molto fortunate.

La versione del diario in fumetto, è adatta a un pubblico dai sette anni in su secondo me. Il libro è stato condensato in 149 pagine e i vari momenti della vita della protagonista sintetizzati e resi in maniera grafica in un susseguirsi di espressioni mimiche e facciali.

Cara Kitty, da domenica mattina a oggi sembrano passati anni. Sono successe un sacco di cose. Domenica pomeriggio stavo aspettando Hello affacciata al balcone quando ho visto per la strada Margot e mamma che rientravano di corsa.
Margot stava piangendo e mamma la abbracciava. Mamma non lo fa mai.
“Margot ha ricevuto una convocazione dalle SS”.
Sapevamo tutti cosa voleva dire una convocazione dalle SS… Ma io sapevo che papà si sarebbe opposto.
Io e Margot abbiamo cominciato subito a mettere in un sacco l’essenziale. Immagina di provare a scegliere cosa portarti per una vita in clandestinità. Era praticamente impossibile. Io ci ho ficcato le cose più assurde, ma non mi dispiace. Tengo più ai ricordi che ai vestiti.
“Non pensi che dovresti prendere qualcosa di utile?”
“Utile? Da quando in qua le cose utili rendono felici?”
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Anne Frank – diario

Scrivere una graphic novel rimanendo fedeli al testo originale sarebbe stato molto impegnativo e ne sarebbe venuto fuori un libro simile alla bibbia, per grandezza si intende, perciò gli autori, Ari Folman e David Polonsky, hanno scritto nero su bianco nelle note alla fine del libro, il perché delle loro scelte stilistiche, e la necessità di abbreviare il diario in un numero ragionevole di pagine.

Il libro concettualizza molte problematiche che invece Anne scrive dettagliatamente nel diario in prosa, e la cosa non è spiacevole, anzi, è estremamente confortevole in taluni casi e triste in altri: le immagini hanno un impatto emotivo diverso dalle parole, a differenza delle seconde, infatti, vengono interpretate liberamente dall’osservatore che le collega al proprio bagaglio emozionale e in questo libro, l’emozione è sicuramente al centro della scena.

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Anne Frank – diario

Nel diario, Anne, ci racconta all’inizio di lei ragazzina ammirata e corteggiata dai suoi compagni di classe, successivamente, costretta dai cambiamenti dettati dallo scorrere del tempo, descrive il peggiorare della situazione ebraica sotto la persecuzione nazista e dopo ancora, alterna racconti sulla sua famiglia alle vicende esterne che trapelano dai “loro angeli”, come li chiama lei, persone che aiutano la famiglia Frank e gli altri coinquilini del rifugio segreto.

Ari Folman, autore della graphic novel e David Polonsky, illustratore, hanno deciso di rendere i periodi di scoramento e disperazione di Anne, tramite incubi o scene fantastiche, (come ad esempio la scena in cui gli ebrei costruiscono piramidi sotto il controllo dei nazisti).

A pagina149 scrivono:

Più si va avanti nel diario, più il talento narrativo di Anne si fa impressionante. Verso il 1944, quando Anne perde la testa per Peter, le sue riflessioni da sensibili diventano straordinariamente  sagge in relazione alla sua età. Ci sembrava inammissibile sacrificarle a favore di immagini e abbiamo così deciso di riportare intere pagine di testo così com’erano.

Il talento di Anne è indiscutibile, sia come narratrice che come osservatrice. Furba, sagace, ironica e gelosa dell’intimità persa con il suo nucleo familiare; il suo carattere è delineato perfettamente e il passaggio dalla fanciullezza, ad una età più matura, è ben visibile agli occhi del lettore.

Ad un certo punto Anne si troverà a riflettere su ciò che prova per Peter e si chiederà se l’attaccamento che sente verso di lui, deriva dalla condizione coatta in cui si trova a vivere e se non fosse stato meglio rimanere amici, vista la propensione di Peter ad appoggiarsi a lei.

Anne è diversa da tutti gli abitanti dell’alloggio segreto, un attaccamento molto forte al padre e una scarsa abilità nell’arte della diplomazia, fanno di lei bersaglio facile alle critiche degli altri ospiti. La diversità caratteriale rispetto a sua sorella Margot, la pone al centro di stupidi paragoni che non fanno che innervosirla. Le scene descritte sono molte, così come gli avvenimenti e tutte quelle situazioni casalinghe che una famiglia di rifugiati è costretta a sopportare.

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Anne Frank – diario

Passerete dal vedere otto persone di classe medio alta consumarsi lentamente a causa della povertà e degli imprevisti che la loro condizione li costringerà a subire senza poter cambiare la realtà, pena la cattura.

Questa graphic novel può essere un ottimo regalo di natale. Gli ingranaggi scorrono e i disegni sono belli come gli abbracci rassicuranti di qualcuno che ci vuole bene. Credo lo terrò sul comodino e se avessi una figlia o un figlio, glielo donerei perché sappia che nel mondo ci sono bambini e bambine che hanno avuto tanto coraggio e sono riusciti a conservare la leggerezza nel cuore pur vivendo una situazione così devastante che nessuna parola può davvero descriverla.

Otto Frank, padre di Anne, fu l’unico degli otto rifugiati a sopravvivere ai campi di concentramento. Fu lui che fece pubblicare il diario e utilizzò i proventi a fini benefici e educativi.

 

Potete acquistare il libro qui: Anne Frank. Diario

 

Ja ne! (alla prossima!) ❤

Romina

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