L’osservazione. Il barattolo dei brutti pensieri.

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Ti sei mai reso conto di quanti pensieri negativi formuli nell’arco di una giornata? Verso di te, verso il mondo, verso gli amici, i conoscenti e verso tutta quella che è la tua realtà?

No?

Be’, quante volte guardandoti allo specchio hai desiderato essere diverso? Quante volte hai confrontato le tue gambe, il tuo sedere, i tuoi occhi, le tue labbra con quelli di qualcuno che giudicavi più bello di te? E quante volte ancora hai parlato a te stesso con rabbia, dandoti dello sciocco, dicendoti che non vali niente e che niente potrai combinare nella vita.

Quante volte hai usato un metro di paragone non tuo, ma imposto dai media, per giudicare se quello che stavi facendo andava bene oppure non era abbastanza in linea con gli standard imposti da chi vive fuori dalla tua anima, la stessa anima che poi si deprime e ti fa giudicare tutto ciò che fai e tutto ciò che fanno gli altri, con disprezzo, con sarcasmo e con una terribile saccenza.

Facci caso, quando sei giù di morale o arrabbiato con te stesso, più usi parole aspre e taglienti e più ti senti forte, ma è una forza becera, dura poco e ti costringe a ricominciare con i toni aspri quasi subito, per combattere e sentirti vivo piuttosto che ammettere che sei soltanto molto triste.

Visto che siamo ancora nella sfera dell’osservazione, t i   p a r l e r ò   d i   u n   e s e r c i z i o   c h e   t i   m o s t r a   q u a n t o   l’ i n c o n s c i o   n e g a t i v o   s t i a   s a b o t a n d o     l a   t u a   v i t a.

È un esercizio fondamentale per l’osservatore: perché un conto è pensare di… un conto è vederlo con i propri occhi.

Prendi una scatola, un barattolo o un contenitore che ti suscita simpatia, che ti piace guardare e che possa racchiudere qualcosa che appartiene solo a te.

Inizia il lunedì e termina la domenica sera.

Procurati un piccolo blocco o dei fogli sparsi di qualsiasi tipo e una penna. L’importante è che questi fogli tu li possa portare sempre con te.

Inizia con il lunedì mattina e mentre stai lavorando, facendo le pulizie, intrattenendo tuo figlio o sei nel letto a crogiolarti fra i tuoi pensieri, insomma, qualsiasi cosa tu stia facendo nell’arco di tutta la giornata, fino al momento di andare a letto, scrivi ogni brutto pensiero che ti viene in mente, sia che riguardi te sia che riguardi gli altri.

Ora starai pensando che vorresti tanto iniziare a stare bene. Lo vuoi davvero?

Ecco, prima di iniziare, fatti questa domanda: “Voglio stare bene davvero?”, “Come posso ridurre i miei pensieri negativi e governarli?” 

La risposta è in quel blocco che tieni in mano. Osserva nell’arco di una giornata quanti pensieri negativi verso di te (sono brutto, grasso, stupido, inutile, pacchiano, povero, non alla moda, non amato, odiato) e verso gli altri (ma come era vestito?!, ma chi si crede di essere?, non vale niente, etc.) hai e scrivili, tutti.

Prima di addormentarti, annota sul foglio (magari in alto a destra) il numero di pensieri negativi avuti durante quella giornata e poi strappa la pagina dal blocco e inseriscila nella scatola.

Ogni giorno fai questo esercizio, fino ad arrivare alla domenica.

Domenica sera apri la scatola e rileggi i pensieri di tutta la settimana, avendo cura di sottolineare i più ricorrenti con una penna rossa. Prenditi del tempo solo per te e osserva quanto la tua mente intralcia la tua vita. Guarda con attenzione tutto lo spazio che regali ai momenti negativi e quante volte li ripeti nella tua mente creando una realtà grigia e uno stato d’animo negativo.

Sbalorditivo, vero?

Ti ricordi il numerino che avevi appuntato in alto a destra su ogni foglio per tutta la settimana?

Ora è il momento di sommarlo a  tutti gli altri e scrivere il risultato su un altro foglio con accanto settimana da – a, con le rispettive date. Questo ti servirà se vorrai ripetere l’esercizio per più settimane o fare un raffronto con il tempo.

Ora prendi i fogli (tranne quello di cui ti ho parlato ora), vai in luogo sicuro come il lavandino del bagno o della cucina o un luogo dove ci sia acqua nelle vicinanze, apri la finestra e brucia i fogli immaginando di dissolvere quei pensieri martellanti.

Mentre li osservi dissolversi, conducili lontani dalla tua mente, liberali nell’aria avendo cura di respirare dal naso, incamerando aria e buttandola fuori sempre dal naso, per tre volte. La quarta volta inspira dal naso ed espira dalla bocca e concludi l’esercizio ascoltando il tuo respiro.

Aspetta che si siano bruciati tutti i fogli e poi fai l’esercizio di respirazione.

Osserva la costanza che hai avuto nell’appuntare i tuoi pensieri più fastidiosi, osserva il tuo desiderio di vedere oltre la vittima che è in te e che si piange addosso, osserva il seme della buona volontà che hai piantato nella tua mente. È il principio di una nuova visione di te stesso.

smile

Se hai voglia di condividere le tue emozioni o i tuoi progressi, qui sul blog, sei la o il benvenuto 🙂

Ja ne ❤

Romina

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