Ma tu, lo sai a memoria il suono del mondo?

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Il suono del mondo a memoria ❤❤❤

Scrivi, correggi, pensa, osserva e decidi. Sono queste le tappe che mi stanno aiutando a trasformare il blog in ciò che voglio sia. Oggi una nuova recensione, ma con una piccola differenza: dal momento che le recensioni scritte in maniera impersonale, rimangono comunque frutto – se togliamo gli aspetti oggettivi di un’opera – di un gusto personale, in questo caso il mio, ho deciso di eliminare la didascalia finale. Meno etichette, che potete trovare ovunque quando leggete recensioni, e più dettagli secondo il mio modo di respirare i libri.

Ma ciancio alle bande! Continua a leggere

Elegia in rosso

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Gli sfoghi sentimentali sono uno dei piaceri agro-dolci della vita. Quante volte vi sarà capitato di sfogarvi con l’amica o l’amico di turno sputando parole a rotazione in un flusso ininterrotto di frasi mozzate e sbuffi, con tanto di alzata di mani? Che lo si voglia ammettere o no, tutti abbiamo bisogno di buttare fuori quello che abbiamo dentro, perché non puoi riempire una vasca all’infinito, prima o poi le cose cominceranno a cadere fuori e non riuscirai a raccoglierle tutte, avrai bisogno dell’aiuto degli altri. L’elegia è sia uno sfogo sentimentale che una confessione autobiografica in cui è possibile inserire tutti quei sentimenti rimasti al buio dentro di te, condividendoli. In questi giorni ho letto una Graphic Novel che questo discorso, lo porta avanti per ben 234 pagine. Continua a leggere

La memoria dell’acqua, una graphic novel firmata Tunué

photostudio_1494927478198Una casa sulla scogliera, un vecchio considerato pazzo dagli abitanti del villaggio e una bambina intelligente e curiosa. Gli ingredienti per una bella storia ci sono tutti direi e così è.

Il racconto di formazione di una giovane “pulce”, che si approccia alla maturità attraverso prove iniziatiche ad opera dell’acqua.

Marion e sua madre Caroline, tornano al villaggio di infanzia di Caroline in seguito alla rottura di quest’ultima con suo marito – uno scrittore invaghitosi di una ragazzina del suo ambiente – per cercare di ricucire i pezzi di una vita andata diversamente da come l’avevano progettata. Sarà tutta una scoperta e in questo i disegni vi aiuteranno, conducendovi nel dettaglio, dentro la nuova e impolverata casa, mostrandovi tutto lo splendido panorama che la circonda e facendovi vivere attimi di quotidianità con madre, figlia e persone del luogo. Marion, curiosa per natura, si spingerà sempre oltre i limiti geografici imposti dall’alta marea, dalle scogliere a picco, dai luoghi misteriosi e lugubri, scoprendo sempre di più il segreto che alberga nel villaggio; l’identità del vecchio guardiano del faro sarà la chiave che scioglierà tutti i misteri.  Continua a leggere

Il blu è un colore caldo

Ho chiesto a mia madre di lasciare sulla mia scrivania, per te, ciò che ho di più prezioso: i miei diari. Voglio che sia tu a conservarli: contengono tutti i miei ricordi di adolescente colorati di blu. Blu inchiostro, blu cielo, blu klein, blu ciano, blu oltremare… il blu è diventato un colore caldo. Ti amo, Emma, sei l’amore della mia vita.

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L’attesa

Ho letto un libro che mi ha ricordato quanto, attendere qualcosa, possa essere utile. C’è quello spazio fra l’attesa e la fine di essa che può essere riempito di crescita. E voi penserete: – Ma quale crescita? E di chi? -. Ovviamente la nostra crescita personale. Quando non c’era facebook e non ci potevamo intromettere continuamente nella vita degli altri, che facevamo? Usavamo quello spazio libero per mettere noi al centro di tutte le cose che volevamo fare, belle o brutte che fossero. Nel presente è diverso, soprattutto chi vive in città lo sa: non si gioca più tanto a campana e in generale, non si telefona più alla ragazza che ci piace passando prima per la nonna o per il padre:

– Scusi, buon… buonasera… c’è Linda in casa? Sono Marco –

Non c’è più quella famosa cabina rossa in mezzo alla strada sempre occupata quando ci serviva, e non si usa più la cassetta con i nastri che svolazzavano e bisognava arrotolarli con una Bic.

Prima, tutto aveva un tempo, ora il tempo è tutto e questo tutto va fatto il più velocemente possibile. La serenità del non fare niente è quasi un senso di colpa a cui siamo disposti a rinunciare pur di fare qualcosa, anche se si tratta di farci venire gli occhi rossi per tutte le ore che scrolliamo il telefono osservando le immagini che abbiamo sotto gli occhi. Continua a leggere