Memorie di una geisha, Arthur Golden

Chiudi gli occhi e immagina di essere in Giappone.

Leggere “memorie di una geisha” è un’esperienza personale direbbe kenzaburo Oe.

Se qualcuno mi domandasse se si può sognare il Giappone attraverso un libro, gli risponderei di sì: “Memorie di una Geisha” è un sogno ad occhi aperti.

Al tempio c’è una poesia intitolata “la mancanza”, incisa nella pietra. Ci sono tre parole, ma il poeta le ha cancellate. Non si può leggere la mancanza, solo avvertirla.

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